6 diversi repertori
VINICIO CAPOSSELA: UNA FUCINA DI IDEE
Come già per l’omaggio a Joe Barbieri, anche per Capossela il nostro interesse (inteso come quello di Chiara e mio) per l’opera di Vinicio Capossela non è casuale. Esistono ragioni estetico-musicali che ce lo fanno sentire vicino ed anche ragioni letterarie che vengono dai testi delle sue canzoni.
La discografia di Capossela abbraccia ormai ben 35 anni. Dallo scoppiettante esordio del 1990 (All’una e trentacinque circa) fino al 2024 (Sciusten feste n.1965) e si è caratterizzata per una varietà di stili e di sonorità che ha dell’incredibile. Dal suo vasto repertorio traspare l’amore per la musica del Centro e Sud America (Messico, Brasile e Argentina), il gusto per le contaminazioni jazzistiche, la fascinazione per l’atipico songrwriter americano Tom Waits, la passione per le musiche popolari del Sud Italia, l’infatuazione per il genere musicale greco Rebetiko.
È questa straordinaria capacità di attingere a più fonti e a più linguaggi che ci fa dire che Capossela è una fucina di idee, dunque una fonte di ispirazione ed un invito a celebrare la sua musica cercando, nei limiti del possibile, di rivisitarla senza rinunciare a quell’originalità che vorremmo caratterizzasse sempre il nostro lavoro come “Cantidautore”.
Il songbook dedicato a Capossela è ancora in divenire, ma è già possibile anticipare l’ascolto di qualche brano, utile a capire il nostro sforzo di coniugare la strumentazione per lo più acustica di cui disponiamo (solitamente chitarre, basso, sassofoni e piccole percussioni + la voce di Chiara) con i brani di Capossela, a volte complessi e pieni di sfumature sonore sempre ben gestite dalla genialità dell’autore.
IN ASCOLTO: